Referente dell’area Formazione è la dott.ssa Maria Luisa De Blasio
I colleghi sono invitati e supportati a costruire il proprio percorso di formazione all’interno dei seminari, corsi e master promossi dall’area Formazione Relazionale di generazione in generazione.
La Formazione ha lo scopo di far emergere l’essenziale significativo di ciascuno e di allargare quanto più possibile i confini dello sviluppo potenziale degli allievi così che possano, con sempre maggiore libertà e determinazione, scegliere ciò che anima e sostiene la propria identità professionale.
Lo scopo della formazione è insegnare come accedere al cuore delle persone che chiedono aiuto.
La formazione inizia nel corpo, attraversa il cuore e la mente, e ritorna al corpo. In questo modo la teoria, i metodi, gli strumenti e le tecniche si acquisiscono in un percorso armonico e creativo in cui ciascuno può esplorare, inventare, imparare dai formatori e dai propri pari. Questo processo si svolge all’interno della relazione tra formatore e allievo e segue il ritmo dell’assimilazione di quest’ultimo, tenendo conto del livello di sviluppo di ciascuno.
La formazione connette il lavoro personale e la supervisione, sostenendo i processi vitali degli allievi nel gruppo.
Tutti i nostri corsi sono riservati a psicologi, psicoterapeuti di ogni orientamento e medici interessati ad un approccio relazionale integrativo. Alcuni corsi sono aperti anche ai consulenti familiari, agli assistenti sociali ed educatori professionali, altri ai fisioterapisti e osteopati.
L’articolazione della proposta formativa è la seguente: si può scegliere tra seminari in presenza, seminari e corsi online, seminari e corsi on-demand. Per ciascuno è indispensabile scrivere alla mail di contatto e chiedere un colloquio con il referente dell’area Formazione Relazionale, dott.ssa Maria Luisa De Blasio.
I diversi percorsi sono angolature differenti del medesimo approccio e quindi ciascun allievo potrà costruire il proprio percorso formativo in collaborazione con la referente della formazione. I formatori hanno una lunga esperienza di formazione in ambito pedagogico e psicologico e fanno parte del Centro.
Di seguito la sintesi della proposta formativa.
Ogni relazione di aiuto ha come principale strumento la persona del professionista. Per questo motivo è fondamentale sviluppare una profonda consapevolezza del proprio modo di entrare in relazione, riconoscendo come la qualità del contatto umano influenzi i processi di cura, crescita, apprendimento e cambiamento.
Il corso propone un percorso di formazione relazionale fondato su un modello unitario dell'essere umano che considera la persona come un sistema integrato nelle sue dimensioni: corporea, psicologica, esistenziale e spirituale. Ogni esperienza umana prende forma nella relazione e attraverso la relazione; il benessere, così come il disagio, si costruiscono nei legami significativi e possono trovare, nella relazione stessa, uno spazio di trasformazione e di cura.
L'approccio integra i contributi delle neuroscienze, della teoria dell'attaccamento, della psicoterapia integrativa, dell'analisi transazionale relazionale e delle più recenti teorie dell'intersoggettività, offrendo una lettura della relazione come luogo privilegiato di sviluppo della coscienza, dell'identità e della salute della persona.
Negli ultimi decenni le neuroscienze, la psicologia dello sviluppo, la teoria dell'attaccamento, la psicoterapia integrativa e numerose discipline hanno progressivamente dimostrato ciò che l'esperienza educativa aveva intuito da tempo: la relazione non costituisce un semplice contesto dell'apprendimento, ma è il principale fattore organizzatore dello sviluppo umano.
In questa prospettiva la relazione diventa il luogo privilegiato nel quale si costruiscono l'identità, il senso di sé, la regolazione affettiva, la capacità di amare e di partecipare alla vita sociale. Questa impostazione riprende e sviluppa il modello unitario che considera la coscienza come un intreccio inscindibile di livelli corporeo, psichico, esistenziale e spirituale, tutti costituiti e trasformati nella relazione con gli altri significativi.
Ogni professione necessita di un modello di riferimento. L'educazione. La formazione. La psicoterapia. La consulenza. La supervisione. La direzione di gruppi. La leadership. La gestione delle organizzazioni. Tutte queste attività condividono un elemento essenziale: la qualità della relazione. Non esiste competenza tecnica capace di compensare una relazione povera. Allo stesso modo una relazione competente può trasformare profondamente la qualità dell'apprendimento, della cura e dello sviluppo.
L'obiettivo consiste nel costruire un linguaggio comune attraverso il quale leggere l'essere umano nella sua interezza.
Destinatari: Psicologi, Psicoterapeuti di ogni orientamento teorico, Medici, Osteopati, Insegnanti, Consulenti familiari, Educatori.
La supervisione è uno spazio di riflessione, approfondimento e ricerca clinica dedicato a psicologi e psicoterapeuti di ogni orientamento.
È il luogo in cui il terapeuta può sostare sui passaggi più complessi del percorso terapeutico, esplorando ciò che emerge nella relazione con il cliente, ciò che appare chiaro e ciò che rimane ancora implicito o difficile da comprendere.
La supervisione rappresenta un tempo prezioso per osservare la relazione terapeutica da nuove prospettive, integrare competenze teoriche ed esperienza personale, affinare lo sguardo clinico e sostenere il processo terapeutico.
È anche uno spazio in cui il terapeuta può ascoltare il proprio vissuto, riconoscere le risonanze personali, interrogare gli aspetti relazionali e contro-transferali e ritrovare risorse per proseguire il lavoro con maggiore presenza.
Crediamo che la supervisione non sia soltanto uno strumento di crescita professionale, ma un elemento essenziale dell'etica della cura: prendersi cura della qualità della relazione terapeutica significa anche prendersi cura del terapeuta.
Sono previste supervisioni individuali, supervisioni di gruppo e percorsi intensivi dedicati agli psicologi e agli psicoterapeuti di ogni indirizzo teorico, in un clima di confronto, rispetto reciproco e integrazione delle differenti prospettive cliniche.
Destinatari: Psicologi, Psicoterapeuti di ogni orientamento teorico.
Negli ultimi decenni le neuroscienze, la teoria dell'attaccamento, la ricerca sul trauma e gli studi sull'embodiment hanno profondamente trasformato la comprensione dei processi terapeutici. Oggi è sempre più evidente che il corpo rappresenta il luogo originario dell'esperienza soggettiva, della costruzione del Sé e della relazione con l'altro. Ogni esperienza significativa lascia una traccia non solo nella memoria narrativa, ma anche nell'organizzazione fisiologica, tonico-posturale e relazionale della persona.
Per questo motivo il percorso viene definito Training al Lavoro Corporeo in Psicoterapia, piuttosto che semplice corso teorico: l'obiettivo è accompagnare il terapeuta nello sviluppo di una competenza clinica capace di integrare il corpo nella relazione terapeutica, indipendentemente dal modello teorico di appartenenza.
Il Training propone una formazione esperienziale e scientificamente fondata che integra neuroscienze, psicologia dello sviluppo, teoria dell'attaccamento, studi sul trauma e Psicoterapia Integrativa focalizzata alla relazione, offrendo strumenti immediatamente trasferibili nella pratica clinica.
Il percorso si fonda sull'idea che il corpo costituisca un sistema complesso di organizzazione delle funzioni vitali. Esso integra percezione, movimento, emozioni, cognizioni e significati, organizzandoli in differenti piani che possono perdere la loro originaria integrazione a seguito delle esperienze relazionali traumatiche o delle deprivazioni evolutive.
In questa prospettiva, il lavoro corporeo non rappresenta una tecnica aggiuntiva, ma una modalità di ascolto e di incontro che permette al terapeuta di accedere ai livelli impliciti dell'esperienza, favorendo processi di integrazione profonda del Sé.
Il Training offre ai partecipanti una cornice teorica originale che si focalizza sulla percezione di esistere nella relazione e sull’organizzazione di questa nel corso dello sviluppo umano.
La percezione di esistere nella relazione può essere compresa come un'esperienza: incarnata, perché radicata nella regolazione psicofisiologica; relazionale, perché dipendente dalla qualità del contatto; dinamica, perché continuamente co-costruita.
Lavorare con il corpo significa operare con rispetto, sensibilità, discrezione, cura e profonda attenzione ai bisogni relazionali inespressi del paziente. Il corpo non viene considerato un oggetto di osservazione, ma il luogo privilegiato dell'incontro terapeutico.
Destinatari: Psicologi, Psicoterapeuti di ogni orientamento teorico, Medici interessati all'approccio relazionale, Osteopati.
Il transfert e il controtransfert rappresentano i principali strumenti attraverso cui il terapeuta entra in relazione con il mondo interno del paziente. Lontani dall'essere semplici fenomeni da osservare, costituiscono il luogo privilegiato dell'incontro clinico, nel quale storia personale, processi interni, esperienza emotiva e significati esistenziali del paziente e del terapeuta si intrecciano costantemente.
Il percorso propone una lettura delle dinamiche transferali e controtransferali, approfondendone gli aspetti relazionali, evolutivi ed esistenziali. Particolare attenzione viene dedicata al concetto di Nodi/Snodi Esistenziali, intesi come quei passaggi fondamentali dell'esperienza umana nei quali la persona costruisce il proprio modo di stare in relazione con la vita.
Riprendendo il contributo di Eric Berne sulle "credenze sulla vita", e la dimensione spirituale della psicoterapia relazionale integrativa di R. Erskine, il corso esplora come tali convinzioni rappresentino non solo gli esiti dei sistemi di copione, ma anche un possibile accesso alla dimensione più profonda dell'esistenza, luogo di integrazione del Sé e di apertura alla dimensione universale della Vita.
Attraverso lezioni teoriche, esercitazioni esperienziali, lavoro sui casi clinici e supervisione di gruppo, i partecipanti saranno accompagnati ad approfondire il rapporto tra la propria esperienza personale e la pratica terapeutica, trasformando il controtransfert in uno strumento di conoscenza e di cura.
Destinatari: Psicologi, Psicoterapeuti di ogni orientamento teorico, Medici interessati all'approccio relazionale, Consulenti familiari.
La nostra ricerca sulle micro-dinamiche di potere ci ha portato a osservare come il potere diventi problematico quando l'attenzione si sposta dal bene della relazione al vantaggio individuale. Quando una o più persone iniziano a privilegiare i propri interessi rispetto ai bisogni degli altri e della relazione stessa, si crea uno squilibrio che può generare dipendenza, esclusione o conflitto. Il problema non è il potere in sé, ma la perdita della reciprocità. Una relazione sana si fonda infatti sulla capacità di tenere insieme i bisogni di tutti i soggetti coinvolti e di orientarsi verso il bene comune. In questo senso, la reciprocità rappresenta un antidoto alle dinamiche di dominio e una via per costruire relazioni più libere, responsabili e generative.
Il Villaggio nasce dalla volontà di creare luoghi fondati sul rispetto, sulla compassione e sulla passione per la vita delle persone. L'ascolto e la condivisione non sono semplici strumenti comunicativi, ma esperienze trasformative che permettono a ciascuno di sentirsi visto, riconosciuto e accolto nella propria unicità. Per questo il Villaggio è prima di tutto un'esperienza umana e trasformativa, una proposta culturale e relazionale nella quale la reciprocità diventa pratica quotidiana.
In questa prospettiva, il Villaggio è anche lo spazio delle generazioni. Ogni persona vive, infatti, all'interno di una trama relazionale che la precede e la accompagna: una storia fatta di legami, esperienze, ferite, risorse e speranze che si trasmettono nel tempo. Lavorare con le generazioni significa imparare a riconoscere queste trame, comprendere come esse influenzino la vita presente e favorire processi di trasformazione che consentano di aprire nuove possibilità per il futuro. Nel Villaggio, i nodi della storia possono diventare snodi evolutivi: luoghi di passaggio nei quali ciò che è stato ricevuto viene compreso, integrato e trasformato, affinché la vita possa continuare il suo cammino verso le generazioni che verranno.
Da questa visione nasce il percorso "Dalla clinica al Villaggio". Significa ampliare lo sguardo: dalla cura del singolo alla cura delle relazioni, delle famiglie, dei gruppi e delle comunità, riconoscendo che ogni processo di guarigione e di crescita si realizza all'interno di una rete di appartenenze e di una storia generazionale che ci attraversa.
La formazione propone un percorso che integra dimensione clinica, esperienza corporea, lettura sistemica e lavoro comunitario, considerando la relazione il principale strumento di cambiamento. Lavorare con le generazioni significa sviluppare la capacità di accompagnare processi di crescita, integrazione e trasformazione, riconoscendo come bisogni, ferite, risorse e possibilità si trasmettano tra le persone e tra le generazioni.
Il passaggio dalla clinica al Villaggio rappresenta quindi l'estensione naturale della cura: dalla stanza terapeutica ai luoghi dell'incontro umano, dove le persone possono continuare a crescere attraverso l'appartenenza, la condivisione e la costruzione di legami significativi. Il Villaggio diventa così uno spazio generativo in cui la trasformazione individuale incontra quella collettiva e in cui ogni persona può contribuire, insieme agli altri, alla costruzione di una forma più piena di umanità condivisa.
Destinatari: professionisti che operano nei contesti della cura, dell'educazione, della formazione e dell'accompagnamento spirituale.
La Psicoterapia Relazionale Integrativa è un approccio focalizzato allo sviluppo, sviluppato da R. G. Erskine a partire dal concetto di contatto in relazione di Perls e dalla teoria degli Stati dell'Io di Berne, strettamente connesso con le recenti teorie neuroscientifiche e con la psicoanalisi intersoggettiva.
La “chiave” dei metodi relazionali è la concretizzazione e incarnazione dell’unità tra teoria e metodi integrativi ed è la strada maestra per l'integrazione del Sé del cliente e per l'incontro terapeutico.
Il cuore della Psicoterapia Integrativa può essere riassunto in questa affermazione: "Senza l'altro, nulla esiste in me". La relazione è al centro dello sviluppo, del disagio psicologico e della guarigione dalle ferite relazionali, in ogni fase dello sviluppo umano.
La formazione è organizzata per livelli di sviluppo professionale. È possibile iscriversi di anno in anno a seconda dell'obiettivo formativo concordato con il direttore del corso.
Il master è sviluppato secondo gli standard formativi stabiliti dall'IIPA.
Qualora l'allievo volesse accedere alle certificazioni internazionali, è necessario scegliere un tutor con cui concordare la preparazione all'evaluation nelle sedi internazionali predisposte dall’IIPA.
Destinatari: Psicologi iscritti all’Ordine degli Psicologi, Psicoterapeuti di ogni orientamento teorico.
Tutti i disegni sono di Chiara Lucia Beltrame
Per informazioni e iscrizioni ai gruppi di formazione e/o di supervisione, è necessario scrivere al Centro tramite il modulo dei contatti, indicando la propria mail e il numero di telefono per essere richiamati o inviare una mail a digenerazioneingenerazione@gmail.com.
Iscrizione Albo n. 4915
P.I. 09536270961
digenerazioneingenerazione@gmail.com
351 86 82 973