Snodi esistenziali: il diverso e la morte

Snodi esistenziali: il diverso e la morte

Mi è capitato di ragionare su questo asse degli snodi esistenziali con una paziente in età anziana, secondogenita insieme alla gemella omozigote di quattro fratelli.

Ribelle e anticonformista per ideologia e prima ancora per funzionamento intrapsichico e relazionale, la mia paziente, che qui chiamerò con il nome inventato Blu, si è ritrovata nella vita intorno alle sue arti, la scultura, la pittura e la fotografia. In queste, si esprime pienamente e liberamente, nell'intimità degli spazi personali, sperimentando un pieno contatto interno. Il contatto esterno, nella relazione con l'altro, invece si presenta per opposizione. Lei è diversa da... non è d quelle persone che..., non ha mai sopportato quelli che..., è l'opposto di... La differenza è ciò che la definisce, cioè lei parla di sé dicendo quello che non è.

In un passaggio della sua terapia, mi parlava del rapporto con sua sorella maggiore che, diversamente da lei, ha scelto di non occuparsi del padre, in stato di malattia; diversamente da lei, sta spesso al centro dell'attenzione; diversamente da lei, si è preso tanti oggetti dalla casa paterna, dopo la sua morte. Nei confronti di questa sorella, sente rabbia, senso di ingiustizia, che tuttavia non esprime pienamente. Lancia commenti taglienti a mezza bocca e attende che lui capisca. Vediamo come questo per lei sia contemporaneamente uno schema copionale e uno snodo esistenziale. In termini di copione, lei rivive l'esperienza di non essere vista e capita, di essere messa da parte, trascurata.

In un'ottica esistenziale, lei attraversa un asse degli snodi esistenziali, che riguarda la connessione tra il confronto con il diverso (soprattutto di genere diverso) e il morire. Nella visione esistenziale di Maria Luisa De Blasio, direttrice del centro di generazione in generazione, ogni essere umano passa ciclicamente e ripetute volte attraverso alcuni snodi esistenziali, che rappresenta come punti di un percorso circolare. Gli snodi possono essere osservati nella loro consequenzialità lungo la crescita, oppure possono essere guardati a coppie, perché si parlano a due a due, passando per il centro.

Snodi esistenziali: il diverso e la morte

In particolare, l'esperienza di Blu illumina l'asse che collega il rapporto con il diverso e il morire in più modi:

  • Blu non esprime chiaramente quello che sente verso il fratello perché teme la sua aggressività (estremizzando, perché altrimenti muore ammazzata)
  • Blu si censura, si fa fuori (e quindi muore suicida), nel rapporto col fratello diverso da lei
  • Se Blu esprimesse il suo pensiero chiaramente verso il fratello, farebbe dispiacere la gemella, che la vive diversamente da lei, cioè spezzerebbe l'unione fortissima che la collega a lei e poiché non esiste l'una senza l'altra, morirebbero entrambe.
  • se Blu non impara a rapportarsi al diversoaffermando ciò che è, non può morire in pace, come l'anatra in L'anatra, la morte e il tulipano diWolf Elbruch, edizioni E/O, da cui ho tratto le immagini di questo scritto.
Snodi esistenziali: il diverso e la morte

La morte è infatti un altro tema importante per Blu, sia perché un anno fa è morta la sua mamma e ancora ne porta il lutto, sia perché lei sente talvolta che la sua vita non ha senso, sia perché sente l'angoscia di essere più prossima alla morte che alla fioritura della sua persona.

Condividere questa visione esistenziale con Blu le ha permesso di sentire questo passaggio di crescita come necessario e urgente.

Ne deduco che stare su un asse del circolo esistenziale in psicoterapia permette di vedere che:

  1. nel copione di una persona, c'è un'impasse che riguarda la connessione tra i due poli. Guardare uno aiuta a vedere l'altro.
  2. non è possibile attraversare pienamente l'uno senza vivere pienamente anche l'altro.
  3. quando uno si sclerotizza, l'altro minaccia e incombe sulla persona.

Debora Marongiu

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